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Nell’ambito
delle attività di service svolte nell’anno 2003-2004
dal Rotary Club Torino Polaris i soci hanno individuato, tra
le varie
proposte, l’attività di Interplast Italy.
Essa è una
organizzazione
senza fini di lucro per il volontariato internazionale in
chirurgia plastica ricostruttiva.
L’attività e l’organizzazione della stessa
può essere conosciuta
in dettaglio su www.interplastitaly.it.
Essa si costituì nel
1988 su
richiesta del Vescovo di Dacca (Bangladesh)
che, colpito dal risultato
funzionale, sulla nutrizione e quindi sullo sviluppo
di un bambino operato di labiopalatoschisi, lanciò alla comunità chirurgica
internazionale la richiesta per tante persone con
malformazioni congenite ed acquisite. La necessità di
una specialità chirurgica
ricostruttiva non può assolutamente essere
soddisfatta in contesti
sociali di mera sopravvivenza e, per contro, impressionante
era la potenzialità di reinserimento sociale o
di miglioramento
di qualità di vita in seguito ad interventi
correttivi per malformazioni,
tumori, esiti di ustioni, ferite traumatiche.
Da allora oltre sono state svolte oltre 28 missioni in
Africa, Asia
ed America Latina. Torino ha un nucleo di volontari,
coordinati dal dottor Giancarlo Liguori, che oltre
ai chirurghi plastici comprende medici anestesisti ed infermieri
professionali, tutti con
esperienza in chirurgia plastica ricostruttiva. Il pregio
di questa attività è che viene svolta
con una organizzazione agile, in modo assolutamente volontario,
autonoma per il materiale sanitario ed in
assoluto coordinamento con i medici locali che
richiedono l’intervento, predispongono una prima selezione
clinica, vengono
coinvolti nell’apprendimento delle tecniche e
delle procedure
di
assistenza post-chirurgica. Non è quindi una
elargizione di tecnica
e mezzi concessa da un paese ricco ma una condivisione
e risoluzione di problemi clinici reali. |
I
soci del Club hanno deciso di contribuire alla preparazione
della missione programmata
a Pasqua in Tibet. Un obiettivo preciso è stato quello
di partecipare con taglio Rotariano,
mettendo a disposizione sia le proprie competenze professionali sia il proprio tempo.
La partecipazione è stata corale: è stato recuperato
materiale sanitario specifico e mirato
ad una missione di 20 giorni finalizzata ad interventi
chirurgici di circa 120 persone.
(tubi endotracheali, circuiti di anestesia, sistemi infusionali,
antibiotici,
materiale chirurgico,
farmaci anestetici ed analgesici). Il materiale è stato
ritirato presso i magazzini di generosi
fornitori, stoccato, catalogato e preparato per la
spedizione. Soprattutto in quest’ultima fase
è
stata importante la competenza professionale di una nostra socia
che ne ha curato tutte
le fasi sino all’arrivo a destinazione. Il materiale
sanitario mancante è stato acquistato
dal Club presso la farmacia di un presidio Ospedaliero
torinese (per il miglior contenimento
dei costi), per un valore di 1000 €.
La
conclusione della fase preparatoria è stata celebrata
in una riunione conviviale il
29 marzo 2004 dove il dottor Giancarlo Liguori ha
avuto modo di presentare
l’organizzazione, le finalità ed i numeri dell’attività svolta
con una ricca presentazione
iconografica che ha dato modo a tutti di cogliere il vero
significato di una sofferenza che
è
difficile immaginare perché povertà, rassegnazione
ed abbandono sono agenti etiologici
che noi ormai non conosciamo più nelle misure presentate.
La
missione si è conclusa felicemente il 27 aprile u.s.
Non può esserci miglior
commento delle parole del dott. Giancarlo Liguori:
Carissimo Presidente,
il 7 aprile
scorso, come da programma, ha preso il via la missione
di Interplast Italy con
destinazione Shigatse,Tibet. Il team ha iniziato la sua
avventura dall’aereoporto torinese
di Caselle, dove grazie al determinante aiuto di Letizia
Verdi, socio del Rotary Club Polaris,
abbiamo potuto superare le barriere doganali con grande facilità.
Dopo un lungo viaggio che
ci ha portato a Katmandu, attraverso Roma-Bangkok, ha preso
inizio la vera avventura.
Infatti a causa di una azione improvvisa della guerriglia
maoista, presente in Nepal, che ha
bloccato l’unica strada di accesso al Tibet, siamo
stati costretti ad usufruire di un vecchio
elicottero russo del dopoguerra per superare l’ostacolo.
Il viaggio è stato emozionante ma
ha sortito l’effetto voluto.
Dopo circa un ora di volo abbiamo
raggiunto la prossimità del
confine cino-tibetano ,dove
c’erano ad attenderci i mezzi della Croce Rossa Svizzera,
che ci avrebbero condotti lungo
i 700 km di una strada sterrata fino a Shigatse, meta finale.
L’indomani mattino, dopo un incontro con il direttore dell’Ospedale
che ci avrebbe ospitati,
abbiamo visitato i primi 100 pazienti dei 140 selezionati ottimamente
dal personale locale
della CRS, nell’arco dei mesi precedenti.
Nel pomeriggio sono iniziate le sedute operatorie.
I pazienti erano alloggiati in tende da campo nel cortile
dell’ospedale;
atmosfera d’altri tempi.
Giungevano da centinaia di Km, tutti assai poveri e bisognosi,
sporchi per necessità (freddo
ed indigenza), ma assai dignitosi e sereni,ansiosi di modificare
finalmente la loro vita sia
funzionalmente che esteticamente.
E così sarà!
Qualcuno dei pazienti lo abbiamo
raccolto strada facendo, come un grave ustionato del viso
oppure d’urgenza come un piccolissimo bimbo gravemente
deturpato da una incornata di yak,
giunto su di un trattorino guidato dal papà.
Dopo 12 giorni di duro ed ininterrotto lavoro di sala
operatoria ed ambulatorio, abbiamo
trattato 120 pazienti affetti dalle seguenti patologie:
Labioschisi: 75; Ustioni acute: 6; Palatoschisi: 15;
Varie: 5; Esiti da ustione: 32; Reinterventi:5.
Per un totale di 138 operazioni.
Il team si è dimostrato perfetto sia dal punto di vista
professionale che umano.Siamo stati
ottimamente aiutati dal personale tibetano della CRS, che visti
i risultati ha rinnovato l’invito
per il prossimo anno. Abbiamo lasciato Shigatse il 23 aprile,
alla volta di Lasa (340 km) dove
ci saremmo imbarcati per tornare in Italia. Anche questo tratto
di strada ha riservato sorprese
ed emozioni. Infatti dovevamo attraversare 2 passi a 4200 mt
ed uno a 5200, dove ci ha colto
una bufera di neve che ha rallentato ancora di più la
nostra andatura anche a causa di una
uscita di strada di uno dei nostri mezzi, che ha costretto alcuni
di noi a procedere a piedi nella
bufera fino a quando la strada non è diventata più sicura,
ossia dopo 5-6 km.
All’arrivo a Torino siamo stati supportati da Letizia,
che anche in questo caso ci ha liberato
del peso noioso ed estenuante delle pratiche doganali.
Ho ormai superato la ventina di missioni, ma la mia mente è già rivolta,
come quella di tutti
i componenti, alla prossima. Sperando di fare sempre meglio.
Ringrazio tutti coloro che ci hanno aiutato a raggiungere
i nostri obiettivi, in particolare:
l’Alitalia, il Rotary Club Polaris di Torino, l’ospedale
Gradenigo, la Fondazione Creonti,
l’Associazione Sportiva I Roveri, la Molnlycke Health Care,
Achille Foglia della AGF.
Abbraccio con particolare affetto e gratitudine i miei compagni
di viaggio che hanno, come
sempre, espresso grande professionalità, spirito di
sacrificio e senso umanitario nei confronti
di popolazioni meno fortunate.
TEAM:
G. Liguori (ch. plastico), D. Gandini (ch. plastico), M.
Turello (anestesista),
A. Ghirardini (anestesista), F. Garofalo (pediatra), M.
Canta (capo servizi),
M. Bonardo (strumentista), N. Silvestrini (strumentista), C.
Orsi (fotoreporter
e tuttofare). |
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